
Su una piccola falce di terra salvata da torbide acque mondane, camminano un Uomo e una Donna.
Sono uno di fianco all?altro, nel buio iracondo una notte brandita solo da un pugno di stelle.
La sabbia bagnata inghiotte i loro passi estranei.
L?odore sconosciuto del mare invade le loro morbide carni come qualcosa di atteso e nuovo, che s?aspetta da una vita e non s?aspetta così.
Sulla destra rami bagnati godono della falce di luce che dal cielo cala suggestiva.
Su una spiaggia demodè, un Uomo e una Donna, in silenzio.
Il mondo è a soli pochi kilometri di distanza, ma tutto il mondo voglio dire, c?è gente da ogni dove su questa lingua di terra che per due settimane all?anno risuscita dal suo meraviglioso torpore.
Le loro vite sono distanti anni luce dalla tranquillità sospesa di questo momento. Le hanno lasciate dietro quei rami, vecchi cappotti stesi alla luna.
Non si toccano, non si sfiorano nemmeno. Ogni tanto si guardano, poi si voltano verso la spuma bianca delle onde notturne, infine sui loro passi. E tornano a guardarsi. Un cerchio di muta perfezione.
L?atmosfera infonde voglia di spogliarsi completamente di abiti e maschere di scena, di svestire le anime, con la libertà incomparabile che si ha tra sconosciuti.
Nella danza misteriosa della notte, tra i passi bagnati, sguardi acuti si dicono cose indescrivibili. Cose che non pronunciano per paura che il vento possa rubarle e portarle lontano, al di là degli alberi, tra i palazzi e la gente e, una volta lì, essere perse e dimenticate.
Dicono parole che il mondo non può sentire e piangono e ridono, in segreto profondo.
Il vento soffia leggero ma continuo e il profumo d?abisso si attacca alle narici e alla pelle.
Una nuvola ha abbandonato il cielo, lasciandoli quasi completamente in balia della voragine lunare.
Improvvisamente l?Uomo perde il ritmo. D?un tratto il suo sguardo si fissa ombroso sulle orme bagnate. La Donna è immobile verso di lui, in attesa che la danza segreta continui.
Orfana dei suoi occhi, lo osserva con una tenerezza che lo spaccherebbe in due, se solo si voltasse.
Ma lui è impigliato nelle trame oscure della sabbia. Lei continua ancora a fissarlo con un?insistenza che ora mischia dolcezza a rabbia a dolore.
La loro storia fatta di maree e risacche è già tutta scritta sulla sabbia bagnata di questa notte vagabonda, tra orme che s?inseguono e non si raggiungono e profumo che invischia le vene e luce che assale ingorda la penombra necessaria a sognare.
La Donna fa un gesto che l?Uomo capirà solo molto più tardi, solcato da una luce tiepida che non ne restituirà l?originaria intensità. Si accuccia sulla sabbia bagnata, nel punto esatto dove lui ha abbandonato il suo sguardo immobile e raccoglie i suoi occhi. Ora sono stretti tra le piccole dita furibonde della sua mano sinistra. Inaspettatamente l?Uomo si scopre accecato dalla semplicità irriverente di quel gesto. Ora che lei ha rapito i suoi occhi non può smettere di guardarla, con un?insistenza vorace che mette i brividi.
La luna scintilla in cielo, esibizionista e magica.
La sua fierezza maliarda spoglia il mare, che resta nudo, senza difese. Fra un secondo la luce inizierà a calare e le onde ingorde placheranno il loro moto, per ricominciare fatalmente domani. L?apice dell?amore e l?inizio della morte coincidono.
L?Uomo, rapito dal misterioso gesto di lei, continua ossessivamente a fissarla. E? allora che lei, con la mano rimasta libera dalla sabbia, accarezza lievemente i suoi occhi fino a chiuderli. Lui si sente preda di un oscuro miracolo, cui sa di doversi abbandonare, seppure senza comprenderne a fondo il senso.
Ad occhi chiusi il rumore del mare si fa più profondo, l?odore più penetrante, la presenza di lei più viva. Lentamente qualcosa gli sfiora i palmi schiusi, lasciandogli una sensazione di gelido incanto. Aspetta un attimo prima di aprire gli occhi, insicuro su cosa sia giusto fare. Poi apre lentissimo le palpebre, per paura di aver sbagliato i tempi, per timore di rompere la magia.
Sta albeggiando. Il mare invade completamente il campo visivo. La luna, esausta dopo la lunga notte d?amore, si è trasformata in una piccola macchia bianca. Anche il moto vorace del mare si è fatto lieve.
La Donna non c?è. L?Uomo si gira da ogni lato, invano. La luce mattutina invade ogni particolare e offusca i segreti notturni.
Lo sguardo della notte l?ha abbandonato, tra le mani scorre la sabbia bagnata che ha ancora i segni vivi delle sue incantevoli dita.